Fraintendimenti

Molto spesso, anche in alcuni corsi universitari mi è capitato di sentir spiegare la differenza fra open e free in modo errato. Per altro, per quanto evidente, io l’ho realizzato soltanto stasera leggendo il libro “Open non è free” che fosse errato. Il libro è interessante, ma un po’ difficle nella lettura e spigoloso nei riferimenti, forse perché dà per scontate molte questioni e presuppone una certa conoscenza informatica.

La differenza fra Free Software e Open Source molto più semplicemente la trovate qui :

Quasi tutto il software open source è software libero; i due termini descrivono all’incirca la stessa categoria di software. Ma si basano su valori fondamentalmente diversi. L’open source è una metodologia di sviluppo; il software libero è un movimento sociale. Per il movimento per il software libero, il software libero è un imperativo etico, perché soltanto il software libero rispetta la libertà degli utenti. Al contrario la filosofia dell’open source pensa a come “migliorare” il software soltanto da un punto di vista pratico. Dice che il software non libero è una soluzione non ottimale. Per il movimento per il software libero, tuttavia, il software non libero è un problema sociale e la soluzione è passare al software libero.

Differenza più ideale che tecnica quindi, il fraintendimento a cui accennavo però non è questo, ma quello fra Free Software e Freewere. Dando al primo il senso del secondo ed opponendo di conseguenza Open a Free in modo molto più sostanziale che ideale è stato dato a free il significato di “gratuito” che assume in Freeware, anziché il più corretto “libero”, ed elimando ogni riferimento al fatto che il software free sia per definizione anche a codice aperto, il freeware no.

Per capire il concetto, bisognerebbe pensare alla “libertà di parola” e non alla “birra gratis”…

E mi si perdoni l’errore, sarà che anche la birra gratis ha il suo bel perché…

La risposta del pinguino

In risposta a quanto affermato da Microsoft sui presunti brevetti violati da Linux, OpenOffice e altri software open, arriva la risposta della Linux Foundation, che ricalca pressapoco quanto già detto su molti blog e in molti forum:

le dichiarazioni di Microsoft “hanno il solo intento di intimorire le aziende con argomenti falsi o comunque non dimostrati”

sembra che “qualcuno” cominci a vedere qualche crepa pericolosa nel proprio monopolio, anche a seguito della scelta di Dell. E forse è per scoraggiare simili iniziative che si cerca di danneggiare l’immagine del pinguino agli occhi almeno dei produttori hardware… riaschiando però di compromettere la propria davanti agli utenti finali.

Senza contare possibili ricadute sulla questione dei bravetti e dell’originalità del codice dei prodotti Microsoft:

“Microsoft deve stare molto attenta a ciò a cui dà inizio, perché non sa dove può finire”.